La ricerca nelle università italiane

Le nuove frontiere delle università d'ItaliaLa ricerca nelle università italiane viene svolta da figure specializzate, ovvero i ricercatori, tuttavia anche i professori universitari sono tenuti a portare avanti progetti di questo tipo e a lavorare su pubblicazioni periodiche.

La ricerca e i ricercatori

La ricerca in Italia si svolge soprattutto nelle università, in ogni caso la figura del ricercatore fa capo dal 2005 ad una direttiva europea che definisce come tale qualsiasi operatore che si dedichi ad un’attività di ricerca dopo la laurea. La prima formazione dei ricercatori dura quattro anni, in seguito ricevono la qualifica definitiva. Nell’ordinamento italiano la figura del ricercatore è una carica che segue quelle del professore ordinario ed associato, talvolta le sue mansioni si confondono con quelle degli assistenti universitari anche se in teoria il ricercatore dovrebbe svolgere prettamente ricerca e dedicarsi all’insegnamento solo in alcuni casi. La maggior parte dei ricercatori nelle università italiane svolge il suo lavoro con contratto a tempo determinato, della durata di tre anni, con possibilità di rinnovo. L’accesso a questa carica si ottiene tramite concorso, i bandi vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, presso gli atenei e sui siti istituzionali di riferimento. I ricercatori possono prestare la loro opera anche presso enti (pubblici o privati) e aziende che si occupino di ricerca e sviluppo.

Il valore della ricerca nelle università

I ricercatori costituiscono la linfa vitale del sistema universitario in quanto sta a loro sviluppare nuovi strumenti per il progresso delle conoscenze, tuttavia diversi tagli all’istruzione e uno stato giuridico poco chiaro hanno contribuito a rendere la vita lavorativa di questi operatori molto complessa. In questo contesto il CNRU (coordinamento nazionale ricercatori universitari) si impegna per garantire a tutti gli appartenenti a questa categoria condizioni di lavoro accettabili che possano permettere loro di portare avanti la ricerca liberamente e con mezzi appropriati. Il coordinamento nazionale si occupa di porre all’attenzione del Ministero dell’Istruzione e della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane le necessità dei ricercatori al fine di tutelarne l’operato. I ricercatori si occupano quindi di studio e pubblicazioni, con la possibilità di svolgere ruoli di tutoraggio nei confronti degli studenti, soprattutto tesisti, e di tenere seminari conformi al loro campo di studio. L’attività universitaria dei ricercatori si può affiancare anche a collaborazioni con importanti enti scientifici, come il CNR, o istituti privati che si occupino di tematiche comuni. Molte aziende, italiane ed estere, possono mostrare interesse per una determinata ricerca e in questo caso le pubblicazioni e le conferenze sono fondamentali per poter dare visibilità al proprio operato ed attirare nuovi finanziamenti. La ricerca diventa in questo modo fonte di fama e prestigio per gli atenei dove si svolge con più successo, ed è anche uno strumento di crescita insostituibile che permette il progresso e la scoperta di nuove tecnologie. Anche a livello culturale il ruolo dei ricercatori è importantissimo poiché le materie umanistiche, ancora oggi e a distanza di tempo, continuano a rivelare moltissime preziose informazioni di fronte alle nuove analisi di archeologi, storici, linguisti e letterati.

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