Lavoro dipendente e Cessione del quinto: regolamentazione e ricorsi

ricorsi e regolamenti per i finanziamentiA partire dal 2012, i ricorsi all’Arbitro bancario finanziario sono notevolmente aumentati. La maggior parte delle controversie riguarda la cessione del quinto dello stipendio: ciò è dovuto al progressivo impoverimento delle famiglie italiane, che spesso rinunciano ad una parte del proprio stipendio pur di ottenere il rimborso dei debiti.

La cessione del quinto per i lavoratori

La cessione del quinto dello stipendio è uno strumento finanziario che consente di ottenere denaro liquido, da rimborsare cedendo alla banca una parte del proprio stipendio mensile. I beneficiari di questa tipologia di prestito, oltre ai pensionati, sono i dipendenti statali, nonché i lavoratori alle dipendenze di aziende private. Il prestito, che ha una durata di cinque o dieci anni, può essere erogato dalle casse di risparmio, dagli istituti di credito, dall’istituto nazionale delle assicurazioni o dalle società di assicurazione. Per inoltrare la domanda, i lavoratori interessati devono rivolgersi ad un mediatore creditizio, iscritto all’albo della Banca d’Italia, che gestirà i rapporti fra il cliente e l’ente erogatore del prestito. Concluso l’iter burocratico, le rate verranno pagate mensilmente dal datore di lavoro. Prima di procedere è opportuno che il cliente legga attentamente il contratto: la maggior parte dei ricorsi per controversia, infatti, è dovuta alla scarsa chiarezza delle condizioni o alla mancata comprensione di queste.

Il ricorso per controversia

Vari utenti lamentano di aver pagato un tasso molto più elevato rispetto alle aspettative; alcuni, al momento di estinguere la cessione, denunciano il mancato rimborso del premio assicurativo non goduto, o un utilizzo poco trasparente della quota versata. In ogni caso, prima di fare ricorso occorre rivolgersi ad un intermediario, inviandogli il proprio reclamo. Trascorsi 30 giorni, se l’utente è insoddisfatto o non ha ricevuto risposta, può presentare ricorso all’Arbitro bancario finanziario: la domanda, che richiede una tassa di 20 euro per le spese di procedura, deve essere compilata in un modulo apposito, reperibile in qualsiasi filiale aperta al pubblico della Banca d’Italia. Una volta inoltrata, la domanda sarà sottoposta al giudizio della Segreteria e del Collegio; se il ricorso viene accolto, anche solo parzialmente, verrà fissato un termine temporale, entro il quale il cliente otterrà il rimborso dovuto.

Immagine: FrankU – FotoliaSimilar Posts: