Merkel e l’uscita della Grecia dall’euro

Le riforme della MerkelIl default finanziario della Grecia incombe sulla stabilità dell’euro zona in modo sempre più critico, per questo motivo Angela Merkel, cancelliere tedesco, si è espressa in modo deciso di fronte agli intervistatori della BBC, dichiarando di essere disposta ad appoggiare la proposta di ulteriori aiuti economici nei confronti del Paese.

L’idea di perdere la Grecia è inaccettabile

Le recenti dichiarazioni della Merkel nei confronti della situazione in Grecia, mostrano come la sua opinione sia radicalmente mutata rispetto al 2010, anno in cui si era strenuamente battuta affinché gli Stati membri dell’Unione coi bilanci più virtuosi non dovessero pagare il debito di quelli in difficoltà. Allo stato attuale delle cose e alla luce degli sforzi della Grecia e degli altri paesi sotto osservazione, pur in un momento delicatissimo, la Merkel ora esclude la possibilità di un’uscita di Atene dall’Eurozona. Ma anche garantendo il proprio assenso all’aumento degli aiuti, il cancelliere sottolinea come questa situazione debba servire da monito per i futuri sviluppi della moneta unica, auspicando una maggiore attenzione e sobrietà da parte di tutti gli Stati membri. La Germania, di nuovo nel ruolo di guida dell’Europa, rassicura gli altri stati e lancia un messaggio molto chiaro: nessuno deve essere abbandonato, ma per uscire tutti insieme dalla crisi è necessario uno sforzo congiunto che oggi mette l’Unione a dura prova. In questo contesto la Merkel auspica inoltre un maggior coinvolgimento del Regno Unito nelle politiche economiche comunitarie.

Il pericolo della fuoriuscita della Grecia

L’uscita della Grecia dall’Eurozona costituirebbe un danno enorme per gli equilibri della UE, sia dal punto di vista economico che sociale, infatti in questo momento storico non è possibile immaginare un ritorno alle monete nazionali. Innanzitutto c’è la convinzione comune che i singoli paesi europei non siano in grado di competere da soli con le altre realtà emergenti che si stagliano sui mercati internazionali. C’è da considerare inoltre l’effetto domino che la fuoriuscita della Grecia dall’Eurozona comporterebbe sugli altri stati membri in crisi, come Italia, Spagna e Portogallo. In ogni caso la possibilità di venire esclusi creerebbe diffidenza e timori, diffondendo un clima di sfiducia che finirebbe per ripercuotersi sui mercati, con un gran danno economico per l’intera UE. D’altra parte l’esempio di Atene, così come degli altri stati che hanno continuato ad indebitarsi per anni, deve essere un monito per tutti i paesi membri e uno spunto di riflessione per i vertici della UE affinché vengano create forme di controllo più efficaci sui bilanci e delle politiche economiche comuni. In questo contesto la speranza è che i paesi più a rischio riescano a portare avanti con successo il risanamento del debito pubblico, rientrando entro limiti accettabili in tempi brevi; in virtù di una tale dimostrazione di impegno e buona fede l’Europa si impegnerà a sostenerli fino alla fine. L’attuale crisi probabilmente sta sottoponendo l’Unione Europea alla prova più dura dalla sua fondazione, soprattutto nei confronti della moneta unica, ma se tutti gli stati riuscissero a superare questo momento, di sicuro ne uscirebbe rafforzata e molto più coesa.

Foto: Atelier W. – FotoliaSimilar Posts: